Tra le dolci colline del Chianti, a poca distanza da Firenze, Montespertoli ospita ogni primavera una delle sagre della cacciagione più apprezzate della Toscana. La Sagra del Cinghiale è nata negli anni Novanta per celebrare la tradizione venatoria e gastronomica di un territorio dove il cinghiale non è solo un animale selvatico, ma un protagonista della cucina contadina locale.
Il cinghiale in questi boschi è di casa da sempre: i querceti e i castagneti delle colline dell'Empolese-Valdelsa offrono rifugio e cibo a questi animali, e la tradizione della caccia — con le battute collettive che radunano intere famiglie — è parte integrante della cultura locale. La sagra ne celebra la versione gastronomica: cinghiale in umido con le olive, pappardelle al ragù di cinghiale, cinghiale marinato all'aceto e alle spezie, salame e salsiccia di cinghiale stagionati.
La cucina è rigorosamente casalinga, curata dai volontari dell'associazione organizzatrice che seguono ricette di famiglia affinate nel tempo. Il vino è il Chianti Montespertoli DOCG, prodotto nei vigneti circostanti: un Chianti genuino, senza fronzoli, che abbina perfettamente la selvaticità della carne con la sua freschezza tannica.
Una sagra che parla di boschi, di caccia e di un'Italia rurale che sa ancora come trasformare i prodotti del territorio in festa collettiva.