Nei primi tre weekend di giugno, in un piccolo comune della pianura mantovana ai confini con il Veneto, si svolge la festa più antica dedicata interamente al risotto. La Festa del Risotto di Villimpenta è nata nel 1949 per celebrare il riso Vialone Nano Veronese, la varietà locale che è il cuore della riseria mantovana, e oggi è la più grande sagra del risotto in Italia per numero di coperti e tradizione.
Villimpenta sorge al centro di una delle zone risicole più fertili d'Italia: le acque del Mincio e del Po alimentano le risaie che si estendono a perdita d'occhio, e la tradizione del risotto mantovano — all'onda, cremoso, mai scotto — è parte dell'identità più profonda di questa terra di mezzo tra Milano e Venezia. Il Vialone Nano Veronese I.G.P. coltivato nelle risaie circostanti viene cucinato con il brodo di gallina, il Grana Padano e il burro artigianale prodotto nelle cascine locali.
La sagra si svolge in un tendone da 2.700 metri quadri con 2.200 posti a sedere: non è un evento intimo, è una celebrazione collettiva che ogni anno richiama decine di migliaia di persone. Il piatto forte è il «Risotto alla Villimpentese D.E.C.O.» — il piatto tradizionale depositato come Denominazione Comunale — accompagnato da salumi mantovani, stinco di maiale, mostarde e Lambrusco.
Una sagra che racconta la pianura padana senza enfasi né retorica: il risotto come nutrimento collettivo, come identità condivisa, come modo di stare insieme intorno a un tavolo lungo quasi un chilometro.