Il nome Vincisgrassi deriva con ogni probabilità dal generale austriaco von Windisch-Graetz, che durante le campagne napoleoniche nelle Marche avrebbe apprezzato la lasagna locale, dando avvio a una contaminazione toponomastica ancora dibattuta dagli storici marchigiani. Alle sagre marchigiane, i vincisgrassi vengono preparati il giorno prima su teglie di terracotta capaci di sfamare centinaia di persone, con ragù di frattaglie miste, carne e besciamella stratificati in almeno sette sfoglie di pasta all'uovo tirata a mano. L'assenza di pomodoro nella versione originale — sostituito da vino rosso e rigaglie — rende il piatto della sagra radicalmente diverso da qualsiasi lasagna trovabile in un menù di ristorante. I comuni di Macerata e Ancona si contendono ancora oggi la paternità della ricetta, con alcune famiglie che custodiscono manoscritti di cucina del Settecento come prove documentali della loro versione.