La caccia alle rane nei fossi della pianura padana era regolamentata già dagli statuti medievali dei Comuni del Po, che ne limitavano la cattura per preservare le risorse dei campi irrigui.
Alle sagre, le rane vengono tipicamente fritte in pastella leggera o cucinate in umido con pomodoro e aglio, servite in abbondanti porzioni che difficilmente si trovano nei ristoranti moderni. La preparazione richiede una pulizia meticolosa svolta dai volontari nelle ore notturne prima della festa, un lavoro collettivo che fa parte della memoria viva delle comunità rivierasche.
Nella bassa mantovana esiste una sagra dove le rane vengono cucinate in tre modi diversi nella stessa serata, con una giuria popolare che vota il metodo preferito aggiudicando un trofeo al cuoco vincitore.