L'arte della stagionatura del prosciutto, con tempi che variano dai 12 ai 36 mesi, affonda le sue radici nelle tecniche tramandate dai monaci benedettini nelle abbazie emiliane.
Alle sagre, il prosciutto viene spesso affettato al momento da maestri norcini, esibendo la tecnica del taglio a coltello che preserva al meglio le sue delicate note aromatiche. L'assaggio in un contesto di festa, accompagnato da vini locali e pane fresco, offre un'esperienza sensoriale più autentica rispetto al servizio in un ristorante.
In alcune zone della Romagna, la scelta del maiale destinato alla produzione del prosciutto è ancora legata a specifiche fasi lunari, credendo che la luna crescente influenzi positivamente la stagionatura.