Le lagane — pasta piatta di grano duro senza uova — sono citate da Orazio e Cicerone come cibo quotidiano dell'Italia romana, rendendo questo piatto una delle preparazioni gastronomiche documentate più antiche della penisola.
Alle sagre calabresi e lucane, le lagane vengono tirate a mano in strisce larghe e irregolari — la cui imperfezione è considerata un segno di qualità — e condite con ceci lessati lentamente con rosmarino, aglio e peperoncino piccante locale. La differenza rispetto al ristorante sta nella qualità dei ceci, spesso di varietà locali antiche recuperate dai coltivatori della zona, con una buccia sottile e un sapore inimitabile.
In alcuni paesi lucani, la preparazione delle lagane e ceci viene ancora affidata esclusivamente alle donne over sessanta della Pro Loco, nella convinzione che solo chi ha imparato il mestiere prima dell'avvento della pasta industriale sappia dosare correttamente il tempo di cottura dei legumi.