La crescia sfogliata è citata già in un documento della Confraternita dei Fornai di Urbino del 1447, preparata ancora oggi con lo stesso impasto di farina, strutto e uova che sopravvive alle variazioni di moda gastronomica da sei secoli. Alle sagre, la crescia viene cotta su testi di terracotta riscaldati direttamente sulla brace, girando la sfoglia a mano ogni pochi minuti con una tecnica che richiede anni di pratica. La variante con ciccioli o erba cipollina, quasi introvabile nei negozi, compare regolarmente nei menù delle Pro Loco dell'entroterra marchigiano e umbro. Il dibattito tra crescia di Urbino, crescia pesarese e piadina romagnola anima ogni estate le pagine dei giornali locali, con storici gastronomici schierati su fronti opposti che citano documentazione archivistica del Trecento.