La tecnica di sciogliere il caciocavallo podolico appeso su braci di legna era già descritta da viaggiatori borbonici del XVIII secolo nelle fiere di bestiame dell'Appennino meridionale, dove i pastori lo preparavano sul posto come mezzo di scambio e intrattenimento.
Alle sagre del Sud, il caciocavallo viene appeso con spago sopra un braciere e i visitatori raccolgono il formaggio fuso che cola direttamente su fette di pane casereccio tostate, in un rituale informale che crea code spontanee intorno al banchetto. La qualità del formaggio podolico stagionato — prodotto da mucche che pascolano sull'Appennino — è radicalmente diversa da quella del caciocavallo industriale.
In alcune sagre della Basilicata, chi riesce a raccogliere tutta la colata di formaggio senza lasciarne cadere una goccia viene premiato con un'ulteriore fetta gratuita, creando un gioco popolare spontaneo attorno al banchetto.